Armoniq apre i PDF a pagina intera o a doppia pagina, li ingrandisce senza perderli di vista, ti lascia scrivere ed evidenziare sopra — senza scrivere davvero sul PDF — e ti dice in che tonalità sei, che accordi ci sono e qual è il giro che regge il brano.
Nessuna importazione strana, nessun formato proprietario: i tuoi spartiti restano file PDF veri, dentro a una cartella tua.
Li trascini nella cartella Armoniq, oppure li scegli dall'app. Cartelle e sezioni le decidi tu, e puoi dare a ogni spartito il nome che vuoi vedere senza rinominare il file.
Pagina intera, doppia pagina, adatta alla larghezza, ruota di 90°, modo notte. Ingrandisci e scorri con un dito: la riga che stai leggendo resta dov'è.
Diteggiature, respiri, tagli, evidenziazioni. Tutto vive su un piano trasparente sopra la pagina: il PDF non viene mai modificato.
Un leggìo non è uno schermo da scrivania. Armoniq parte da lì: pagina grande, comandi pochi e grossi, e la possibilità di far sparire tutte le barre quando stai suonando.
Quattro modi di guardare la stessa pagina, un tasto ciascuno.
I segni non entrano nel PDF. Stanno su un piano trasparente sopra la pagina, salvati a parte e legati all'impronta del file: se domani rinomini o sposti il PDF, le tue annotazioni lo ritrovano lo stesso.

La barra vera dell'app: compare in fondo solo quando la chiami.
Un pulsante apre la sezione del principiante. Armoniq legge gli accordi scritti sullo spartito — anche quando è una scansione — e per ognuno ti mostra come si fa, sulla chitarra e sulla tastiera.

Schermata vera dell'app, sezione «principiante».
La sezione avanzata è separata, così non intralcia chi vuole solo leggere. Qui trovi quello che serve davvero per arrangiare: cosa regge il pezzo, dove si muove, dove puoi permetterti di uscire.

Schermata vera dell'app, sezione «avanzato».
Quanti PDF vuoi, organizzati come li tieni in testa. L'archivio è una cartella vera sul tuo apparecchio: niente nuvola obbligatoria, niente account, niente spartiti che spariscono.

Le due raccolte in cima erano due libroni: adesso sono 16 e 37 spartiti.
Le antologie sono comode da comprare e scomode da suonare: per arrivare al brano che ti serve scorri mezzo libro. Sui PDF con tante pagine compare una forbice: Armoniq guarda la raccolta e ti propone i brani che ci ha trovato dentro, uno per uno.
16 spartiti, dall'indice, con i tagli sui titoli stampati.
Lasciate fuori le pagine 1 e 35: copertina e indice.
Quello che Armoniq propone prima di tagliare: titoli, autori, pagine.
Le note e le evidenziazioni che hai messo sugli spartiti sono lavoro tuo, spesso di anni. Armoniq le mette tutte in un file solo, quando vuoi tu.
Un file .armoniq con dentro tutti i segni, le scritte e l'indice dell'archivio: titoli, preferiti, ordine, abbinamenti col Genos.
Rimetti la copia su un altro apparecchio, o dopo un guaio: lo spartito aperto si aggiorna subito. Aggiunge quello che c'era nella copia e non cancella niente di quello che hai adesso.
Ogni annotazione è legata all'impronta del PDF, non al suo nome: anche se nel frattempo hai rinominato o spostato i file, i segni tornano al loro posto.

Backup e Restore, in fondo all'archivio. Niente da configurare.
Armoniq è la stessa app su Mac e su iPad. Sul Mac prepari, studi, annoti con calma. Sull'iPad, la sera, hai solo lo spartito grande e le mani libere.
Se suoni con una Genos, Armoniq può tenere legati lo spartito e la sua registrazione: apri il brano e la tastiera si prepara da sola, oppure richiami la registrazione dalla tastiera e sull'iPad si apre lo spartito giusto.

Se il PDF è una fotografia, Armoniq cancella le righe del pentagramma, ridistende i grigi delle fotocopie sbiadite e ricava lo stesso gli accordi — diesis compresi, che sono la prima cosa che si perde.
Nativa per Apple Silicon: sul Mac è un'app da Mac, sull'iPad è un'app da iPad. Stessi spartiti, stessi segni, stessa logica.
Non un filtro grigio: la pagina si inverte tenendo leggibili pentagrammi e testo, e i tuoi segni colorati restano visibili.
Adatta alla pagina, adatta alla larghezza, ruota, apri e chiudi gli strumenti: ogni comando ha la sua scorciatoia.
Puoi aprirli con qualsiasi altro programma, mandarli via mail, stamparli: Armoniq non li tocca e non li chiude dentro a un formato suo.
Riapre lo spartito alla pagina giusta, con lo zoom e il modo di visualizzazione che avevi lasciato.
Il visualizzatore di spartiti per chi legge davvero la musica: su iPad quando suoni, sul Mac quando prepari.